Guiglia ha origini molto antiche. Appare in un atto di enfiteusi dell’890, e in documenti successivi del 996 e del 1045. Fu compresa nei territori soggetti al Castro Feroniano e dopo un periodo di dominazione da parte dei Canossa, alla morte di Matilde passò sotto la Signoria dei Guiglia.
Come ogni borgo dell’epoca fu coinvolto in sanguinose guerre di fazioni e subì alterne dominazioni, finché il Castello passò agli Estensi. Dopo un periodo di dominazione papale e di nuovo feudale, nel 1796 Guiglia passò al regime repubblicano. Alla morte di Napoleone, nel 1815, riprese il governo Estense e l’area fu affidata alla nobile famiglia dei Montecuccoli.
La Rocca è oggi di proprietà Comunale. Tra gli edifici importanti la Madonnina, è un Oratorio probabilmente edificato a cavallo tra '600 e ‘700 che i Montecuccoli trasformarono in tomba di famiglia. A Casa La Lama. esiste una torre del ‘600 ‘700. Sant' Antonio è un Oratorio dell’800. S. Geminiano, presso il Ponticello, ospitò il Convento degli Scolopi e fu fatto costruire nel 1632 da Francesco Montecuccoli.
Del Convento, purtroppo rimane solo una costruzione con una serie di arcate tamponate. Casa S. Stefano mostra una casa torre del ‘500 e il Pilastro Maestadino. Casa Baraccani è un notevole complesso che comprende una torre del ‘500 con sopra una piccola vela, una corte, una torre bassa ed un Oratorio dedicato alla S, Croce. Casa Sereni ha una torre colombaia del '500 ed un caratteristico forno pensile.
Castello di Guiglia
Distrutto da un incendio nel 1361 e ricostruito in circa quarant’anni fu danneggiato dal terremoto del 1571.
Fu trasformato poi in palazzo feudale dai Montecuccoli fino a che gli eredi non lo vendettero ad uno svizzero che trasformò la Rocca in albergo.
Di fronte all’originario ingresso è la Torre del Pubblico.
Risalente presumibilmente all'anno 1535, ha pianta quadrata, portale in cotto a strombo ed è sormontata dalla cella campanaria seicentesca.
Monte Orsello
Situato a 485 metri sul livello del mare ha una rocca originaria con una torre del ‘300 ed un voltone di passaggio in arenaria.
Un edificio sottostante porta un concio datato 1485. La chiesa è dedicata a Santa Maria e risale al 1271.
Durante la seconda guerra mondiale fu gravemente danneggiata e dell’originale oggi si conservano la bella porta d’ingresso, una croce astile in argento dorato del ‘400 e la Madonna col Bambino in terracotta del 1545.
A Monte Orsello nacque, nel 1643, il geografo ducale Jacopo Cantelli, la cui casa natale è una bella torre colombaia.
Rocchetta
La Prima documentazione sulla frazione, che si trova a 425 metri sul livello del mare, risale al XII secolo.
Nella chiesa, con campanile del ‘700, sono presenti diverse opere di notevole interesse:
- un fonte battesimale in arenaria del 1584
- uno stucco rappresentante una Madonna col Bambino del ‘400
- tele del ‘600.
Pieve di Trebbio
Posta a 463 metri sul livello del mare è citata su una carta di Nonantola del 996 assieme a Guiglia.
Dalla chiesa, dedicata a San Giovanni, si hanno notizie dal 1163, ma è databile al secolo precedente. All’interno sono conservate pitture e sculture di notevole pregio.
Elementi del presbiterio sono probabilmente del VIII – IX secolo e alcuni capitelli, come quelli della cripta, dell’XI.
La tela di San Giovanni Battista è del ‘600 e nel battistero ottagonale antistante la chiesa, costruito nel 1907, è conservato un fonte battesimale scolpito databile al IX secolo.
Samone
La prima citazione della frazione collocata a 623 metri sul livello del mare, risale al 1048.
La parrocchiale di San Nicola, del XII ecolo, conserva all’interno un quadro del Santo del ‘700 ed una tavola dorata che raffigura la Madonna col Bambino. Il campanile, iniziato nel 1678, è adorno di torre merlata aggiunta nel 1866.
La sommità antica, occupata dal castello, è il Poggiolino che rivela costruzioni con sottopasso, portali e finestre a sesto acuto del ‘300 e ‘400. Vanno citati anche l’oratorio di Sant’Antonio, poi della Madonna della Neve, che conserva un calice in bronzo argentato del ‘500.
Sul posto un voltone immette in una corte ove si nota un’immagine sacra in cotto del ‘700.
Rocca Malatina
I Mala Tignis di parte bolognese sono nominati in un documento del 1299 come proprietari di quattro rocche nella circoscrizione di Pieve di Trebbio.
A loro si deve il nome della frazione e dei Sassi in arenaria. La chiesa del paese risale al ‘600 ed ha un bel soffitto originale.
Nella sacrestia vi sono un lavabo ed un Cristo in legno intagliato, anch’essi del ‘600.
Nell’agglomerato delle Rocche di Sopra sono visibili un portale a sesto acuto del ‘300 ed uno del ‘400.
La frazione è ricca di edifici interessanti e siti storici e archeologici ideali da visitare passeggiando anche per brevi tratti.
Castellino delle Formiche
Il castello medievale, situato a 694 metri sul livello del mare, fu sede di residenza di un ramo dei Malatigni cui successe nel ‘300 un Montecuccoli e poi la podesteria di Guiglia.
Del castello sono rimasti muri del ‘200, costruzioni con portali a sesto acuto del ‘300, un portale della canonica del ‘400 e la torre divenuta poi campanile.
La chiesa attuale dedicata a Santo Stefano è dentro le mura del castello e conserva un fonte battesimale del 1662, tele del ‘600 e una Via Crucis in terracotta dell’800.
Gainazzo
Citato nel 1163, ebbe una rocca intestata ai Montecuccoli.
Sui resti del castello sorge il nucleo dell’800 con casa padronale del 1770 ed all’interno un bel dipinto di San Bartolomeo.
La Maestà del Carmine è un’edicola con nicchia decorata del 1686.
E’ un territorio ricco di testimonianze storico-architettoniche e naturalistico-ambientali.
Fu a lungo conteso, nel periodo medioevale, da modenesi e bolognesi, fino al definitivo passaggio sotto Modena nel 1337.
Il Comune, nato ufficialmente a metà ottocento, ha origine commerciale: risale alla concessione fatta dal Duca Borso D’Este nel 1465 di tener mercato.
Il nome “Zocca” deriva da “zoca”, termine che un tempo si riferiva al ceppo di castagno che indicava il luogo di ritrovo dei mercati.
Missano
Sede di una Pieve da un documento del 1214 risulta essere uno dei più antichi insediamenti della zona.
Nel XIV sec. era già presente un nucleo fortificato soggetto ai Montecuccoli: nel 1405 il marchese Niccolò III stralciò Missano dalla Podesteria di Montetortore e lo aggregò a quella di Guiglia, feudo dei Pio da Carpi.
Il centro abitato ha parti di grande interesse: un edificio con torretta colombaia e architravi con torri e decorazioni in arenaria.
Montecorone
Il toponimo potrebbe derivare sia dal personale latino Coronius sia per la posizione al centro di una corona di monti.
Nel 1279 viene citato un castello cinto da un muro di fortificazione; nel 1408 fu uno dei castelli donati dal marchese Niccolò III ad Uguccione dei Contrari che lo unì alla Podesteria di Savignano del marchesato di Vignola.
La chiesa di Santa Giustina, nominata per la prima volta nel 1277, domina un borgo di impianto medioevale di notevole bellezza, contraddistinto da edifici in pietra decorati da portali di arenaria e finestre ad arco a sesto acuto e dal seicentesco oratorio di San Rocco.
Montalbano
E' nominato la prima volta nel 1197. Nel 1306 i Capitani di Montalbano sono annoverati nel Libro delle famiglie nobili di Modena.
Tornato sotto il dominio degli Estensi fece parte della Podesteria di Montetortore.
Venne distaccato nel 1629 per essere infeudato prima al marchese Barbieri Fontana poi al marchese Bellincini; nel 1637 divenne feudo dei Montecuccoli sotto cui rimase fino alla fine del XVIII sec.
Il borgo antico è di grande suggestione: l'interno della chiesa di Santa Maria Assunta è un delicato esempio di architettura settecentesca. l'attigua canonica risale al sec. XVI, mentre la nuova canonica, alla sommità del borgo, fu realizzata nel sec. XVII sui resti dell'antico castello.
Montombraro
La prima menzione del castello risale al 1110.
Distrutto nella spedizione dei Bolognesi del 1271, l’area di appartenenza si alternò tra Comuni di Modena a Bologna a causa della sua posizione di confine.
Nel 1409 Niccolò III lo cedette ad Uguccione dei Contrari che lo aggregò alla Podesteria di Savignano fino al 1797.
Sull'antica area castellana sorge la vecchia chiesa parrocchiale, di epoca tardo trecentesca.
La chiesa del S.S. Salvatore, sorta come nuova parrocchiale nel 1619, domina con un'architettura di finissime proporzioni il centro storico di impianto originario
Marano Vecchio
La parte antica si sviluppa verso il colle con case di aspetto medioevale.
Qui è l’Oratorio di S.Antonio da Padova, del XVI sec. ed un vasto fabbricato chiamato “il convento”, del XVIII sec. Alla sommità del colle, il Castello dei Montecuccoli, del quale oggi rimangono solo alcuni resti delle mura.
Piazza Matteotti
Restaurata nel 1990 è delimitata degli edifici prospicienti: il Municipio, la Chiesa Parrocchiale e l’antico Mulino Montecuccoli.
Due gli elementi significativi: l’acqua (per la presenza dell’antica fontana detta “grama”e del Canale Montecuccoli che scorre al di sotto del vecchio mulino) e il verde (simboleggiato da una grande quercia al centro della Piazza).
Palazzo Montecuccoli
L'edificio, risale probabilmente al 1600.
La prima documentazione consiste in un contratto tra Marano e Campiglio per il prelevamento dell'acqua del canale che passa al suo interno.
Nel 1907 l'edificio divenne sede della centrale elettrica, mentre continua ancora a funzionare come mulino.
Nel 1923 passa alla Società Emiliana per l'Energia Elettrica ed in seguito all'ENEL che ne utilizza le apparecchiature fino al 1973.
Ultimo proprietario il Comune che ne cura il recupero ripristinando il bel porticato. I locali del primo piano sono destinati dal 1994 alle sale del “Museo di Ecologia e Storia Naturale di Marano” mentre quelli del piano terra ospitano il Centro di Documentazione “Energie di un Territorio”.
Chiesa parrocchiale di S.Lorenzo
Due nicchie con le statue di S. Lorenzo e S. Rocco, patroni delle chiese preesistenti, connotano la facciata.
Qui è venerata un'immagine della Madonna delle Grazie o del Trebbo, nell’affresco del XV sec. purtroppo appesantito da ridipinture e “abbellimenti” successivi.
Il Colombarone o Villa Montecuccoli
Nelle immediate vicinanze è il “Colombarone” residenza di campagna dei nobili Montecuccoli.
Si tratta di un grande complesso padronale-agricolo di epoca rinascimentale, composto da diversi corpi di fabbrica, fra cui la grande torre a colombaia sovrastante un loggiato con pilastri ed archi a tutto sesto.
Casona
Posta ai margini della strada provinciale Fondovalle, in prossimità della confluenza del Rio Torto con il Fiume Panaro, fu probabilmente, punto di sosta o presidio romano.
Festà
Vi si giunge dal fondovalle, per ripidi tornanti.
La sua posizione, a picco sulla valle del Panaro, ne fece la sede di un'importante roccaforte medioevale.
Oggi rimangono parte delle mura ed una torre, alta una ventina di metri, adibita a campanile.
La chiesa in stile neoclassico, e che occupa il luogo dell'antico castello, è dedicata alla Natività della.
Sulla strada principale è l'Oratorio di S. Rocco, edificato sull'area dell'antica chiesa e voluto dai devoti in segno di riconoscenza per essere stata Festà risparmiata dalla peste che nel 1630 colpì tutto il Frignano.