Equilibri Naturali: il progetto

Equilibri naturali, è questo il titolo del progetto che tre Aree Protette della provincia di Modena, il Parco dei Sassi di Roccamalatina (Ente capofila), il Parco del Frignano e la Riserva Naturale di Sassoguidano, hanno il piacere di promuovere con il contributo della Regione Emilia Romagna

L’idea da cui si è partiti per costruire il percorso progettuale è stata quella di creare, per un pubblico vasto - adulti e famiglie - occasioni di coinvolgimento emotivo e sensoriale per avvicinare al mondo naturale e per fare entrare in sintonia con esso, per conoscerlo in prima persona, concepirne l’armonia, la bellezza e la complessità.

Un percorso che l’ecopsicologia accompagna ad affrontare e su cui le tre Aree protette hanno deciso di puntare per promuovere localmente il proprio territorio e più globalmente per sensibilizzare al risveglio del senso di appartenenza e compartecipazione al mondo naturale e al pianeta Terra. L’antico legame tra Uomo e Natura, da riscoprire mediante un approccio più consapevole, sia per un benessere psicofisico sia per la salvaguardia dell’ambiente, è il filo conduttore che ha permeato e legato le diverse fasi del progetto.

Il gruppo di lavoro (formato da educatori ambientali e guide ambientali escursionistiche) ha partecipato a numerosi incontri di formazione e progettazione partecipata dal quale sono poi scaturite le diverse fasi di progetto.

Nella prima parte dell’intervento, gli operatori, che da anni collaborano con i Parchi e le Riserve Naturali per iniziative di turismo verde e di educazione ambientale, hanno frequentato un seminario internazionale in Valsesia.

Hanno poi seguito un ciclo di incontri di formazione e autoformazione sui temi dell’ecopsicologia, nel Parco dei Sassi di Roccamalatina, condotto dalla psicologa Marcella Danon.

Agli operatori dei Parchi – che spesso già aderiscono a un modello ecologico di lettura e di relazione con la realtà – l’ecopsicologia offre un modello teorico e una guida pratica per rafforzare la consapevolezza delle proprie risorse personali, delle proprie motivazioni e del potenziale creativo ancora inespresso per rendere il proprio operato ancora più coinvolgente ed efficace, per rafforzare ulteriormente la capacità di risvegliare sensibilità e consapevolezza nei partecipanti alle attività da loro condotte.

Come prodotto finale di questa esperienza formativa è stata elaborata una locandina, che raccoglie un ricco ventaglio di appuntamenti in cui le abili guide hanno coinvolgono il pubblico in una quindicina di eventi.

Parte integrante del progetto il taccuino Pianeta Verde, a cura di Marcella Danon, un opuscolo per sensibilizzazione al risveglio del senso di appartenenza e compartecipazione al mondo naturale e al pianeta Terra, con suggerimenti di pratiche da svolgere da soli, con amici e in famiglia (scaricabile nella sezione gallery e download).

Il progetto è stato promosso dal Parco dei Sassi di Roccamalatina, il Parco del Frignano e la Riserva Naturale di Sassoguidano, con il contributo della Regione Emilia Romagna, Bando 2009-2010, per la concessione di contributi per la realizzazione di progetti di informazione ed educazione ambientale da realizzarsi da parte dei Parchi e delle Riserve regionali tra il 2010 e il 2011

I LUOGHI

Parco Regionale dei Sassi di Roccamalatina

Il Parco si estende per circa duemila ettari nei Comuni di Guiglia, Marano sul Panaro e Zocca. Valorizza un esempio di paesaggio appenninico collinare e montano, riconosciuto dall’Unione Europea come sito di interesse comunitario.

Le componenti principali sono le guglie arenacee dei Sassi di Roccamalatina e del Sasso di S. Andrea. Intorno, un’ampia varietà di ambienti aggiungono valore al territorio protetto: dai castagneti degli ambiti montani agli incolti argillosi di bassa collina, dai boschi ripariali dei greti fluviali a grotte, doline e inghiottitoi, dai coltivi collinari ai piccoli borghi medievali.

Un’ampia biodiversità di habitat concentrata in poco spazio, permette la presenza di specie come la mediterranea erica arborea a fianco di faggio e mirtillo. Ricca è la presenza di orchidee che assieme ad anemoni, campanellini, gigli e ciclamini colorano i boschi, le radure e gli ambiti rupestri.

Non meno importanti le specie faunistiche: dal tasso all’istrice, dalla volpe al capriolo, dal daino alla faina. Sporadica, ma accertata, è la presenza del lupo. Pievi e borghi medievali impreziosiscono l’area protetta.

Il Parco è visitabile tutto l’anno, ma primavera e autunno sono le stagioni migliori per goderne appieno le spettacolarità. Una ricca rete sentieristica rende fruibile dai visitatori (a piedi, a cavallo o in bike) il territorio protetto. Le strutture ricettive e di accoglienza sono il Centro Parco a Pieve di Trebbio (dotato di reception, mostra naturalistica con piccolo orto botanico, centro di educazione alla sostenibilità, area verde per pic-nic e barbecue), il Centro Visita del Borgo dei Sassi punto di partenza per l’ascensione al sasso principale, il Centro Visita-Sala degli Stemmi di Samone con mostra permanente della Tigella. Centro visita decentrato è il Museo del Castagno e del Borlengo in prossimità della frazione Lame di Zocca. A fianco del Museo, l’Antico Ospitale San Giacomo, antico stabile ristrutturato e adibito a ostello gestito dall’Ente Parco. Altra ricettività è usufruibile presso gli agriturismi e i bed & breskfast presenti nel territorio.

Riserva Naturale Orientata di Sassoguidano

La Riserva di Sassoguidano si trova all’interno di un più ampio Sito di Importanza Comunitaria che si affaccia sulle rive dei fiumi Scoltenna e Panaro costituendo un importante “nodo” della Rete Natura 2000.

Alla sommità del crinale di Sassoguidano si apre un vero altopiano, ricoperto in gran parte da boschi di querceti misti e vecchi castagneti da frutto. Emergenze naturalistiche: di rilievo la presenza di doline e inghiottitoi, pozzi verticali che si formano grazie all’acqua che, entrando in crepe e fratture della roccia calcarea, le allarga e le rende progressivamente più profonde.

Sul fondo di una depressione carsica si raccolgono le acque che danno vita ad un piccolo ambiente umido, lo stagno di Sassomassiccio (636 m. s.l.m). È un importante biotopo caratterizzato dalla presenza di Hottonia palustris. Di rilievo anche gli habitat collegati al Cinghio di Malvarone frequentati da rari rapaci. Flora e fauna: spettacolari sono le apparizioni dell’Aquila reale che dalle alte quote si spinge fino a Sassoguidano soprattutto per cacciare. Di più facile avvistamento sono scoiattoli, lepri, cinghiali e caprioli. A Sassoguidano il visitatore può riscoprire l’armonia che parla in una pianta. A Maggio la grande varietà di orchidee rendono indimenticabili le passeggiate.

Centro Visita: calda accoglienza, materiale informativo e promozionale, sala mostre e attività proposte nell’aula didattica del seminterrato. 3 aree Pic-nic: ubicate all’ingresso della riserva, presso la Chiesa di Sassoguidano e al Centro Visita

La fruizione è libera ma attenzione al Regolamento consultabile sul sito www.riservasassoguidano.it Storia e cultura: Chiesa di San Paolo eretta sulla rupe panoramica - Oratorio di Sassomassiccio, dedicato alla Beata Vergine Assunta - “La Torre”, delizioso angolo rurale a corte chiusa - “Borgo Cornola”, antico mulino con planimetria a scaletta e grande ruota in ferro. Tre sentieri tematici conducono alla scoperta della Riserva che è accessibile anche per tutte le categorie di persone che scelgono percorsi facilitati. È possibile praticare orienteering e trail-orienteering. Come si raggiunge: da Pavullo n/Fr, Sp 27, fino al Km 7 poi a destra per via Sassoguidano, imboccare via Sassomassiccio si entra nella Riserva.

I protagonisti

I protagonisti del progetto sono operatori che da anni collaborano con i Parchi e le Riserve Naturali per iniziative di turismo verde e di educazione ambientale.

Nella prima fase del progetto, hanno partecipato ad un ciclo di incontri, nel Parco dei Sassi di Roccamalatina, condotto dalla psicologa Marcella Danon, fondatrice della Scuola di Ecopsicologia di Osnago.

Agli operatori dei Parchi – che spesso già aderiscono a un modello ecologico di lettura e di relazione con la realtà – l’ecopsicologia offre un modello teorico e una guida pratica per rafforzare la consapevolezza delle proprie risorse personali, delle proprie motivazioni e del potenziale creativo ancora inespresso per rendere il proprio operato ancora più coinvolgente ed efficace, per rafforzare ulteriormente la capacità di risvegliare sensibilità e consapevolezza nei partecipanti alle attività da loro condotte.

Tra gli obiettivi del corso:

La seconda fase del progetto ha visto i protagonisti impegnati nella messa a punto e realizzazione di un ricco calendario di appuntamenti con il pubblico (adulti e famiglie) da trascorrere negli affascinanti scenari delle Aree protette promotrici: un programma coordinato per promuovere il territorio e per sensibilizzazione ed educare al risveglio del senso di appartenenza e compartecipazione al mondo naturale e al pianeta Terra.